Dio com’ è bello stare male in questo letto sfatto da 3 giorni.
Che con la coperta rossa, il lenzuolo bianco e la musica sembra Natale.
E rido e rido e rido.
Passo da un’euforia malsana che fa sudare le mani alla disperazione per un solo pensiero a metà
e viceversa e viceversa e viceversa.
Ma allora caro Babbo Natale di metà Giugno,se non puoi darmi l’abbraccio che vorrei dammi almeno qualcosa che bruci i miei neuroni,dammi almeno una scarica di numeri primi da memorizzare in qualche sequenza, dammi almeno quel pacco di ricordi importanti che non riesco mai a ricordare fino in fondo, dammi almeno altre cento persone da imprimere nella mente per dimenticare i volti che fanno male.
Con la pioggia che gela i primi sorrisi sembra proprio Natale.
